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martedì 17 luglio 2012

FRANK SCHLECK POSITIVO AD UN DIURETICO


E’ giunta pochi minuti fa dalla Francia la notizia che il corridore della Radioshack-Nissan, Frank Schleck, è risultato positivo ad un diuretico in un test post-tappa fatto il 14 luglio, nella frazione vinta dal tedesco Greipel . Il comunicato è stato emesso in serata dall’UCI, che ha provveduto immediatamente ad informare il corridore e la squadra lussemburghese dell’intenzione di sospendere il corridore dalle corse, con la conseguente esclusione immediata dal Tour de France ancora in corso.
La sostanza incriminata sarebbe, come detto, un diuretico, la Xipamide. Probabilmente è stata usata dal corridore per perdere peso o per smaltire più velocemente altre sostanze dopanti. Comunque un giudizio più preciso lo si potrà dare solo nei prossimi giorni quando dal laboratorio di Chatenay-Malabry usciranno i verdetti delle contro-analisi. Nel frattempo la Radioshack-Nissan non ha ancora emesso alcun comunicato sull’accaduto, ma si attende a minuti la notizia della sospensione del maggiore dei fratelli Schleck. Se fosse confermata la positività, sarebbe un altro bruttissimo colpo alla formazione di Bruyneel, che stava già vivendo una stagione a dir poco disastrosa .

Il lussemburghese è arrivato secondo nel recente Giro di Svizzera. Era dodicesimo in classifica generale in questo Tour, a nove minuti e quarantacinque secondi dalla maglia gialla Bradley Wiggins.
Luca Filipas

venerdì 13 luglio 2012

LA BICI INTORNO ALLO SPORT: #001



Eccoci alla prima puntata della rubrica “La bici intorno allo sport”. Ogni venerdi ci occuperemo di moltissimi temi riguardanti il mondo delle due ruote, con particolare attenzione ai movimenti di ciclomercato e alle inchieste doping.

Ciclomercato

Siamo in pieno Tour de France, ma il ciclomercato è più che mai vivo con tantissime trattative e colpi in vista per gli squadroni World Tour e anche per le squadre italiane. Sicuramente la crisi non facilita le nostre formazioni e alcuni sponsor storici potrebbero abbandonarle al termine di questa stagione (uno su tutti la Liquigas). Vediamo però quali sono le squadre più calde sul mercato e i loro principali obiettivi.

Astana: la formazione kazaka è sicuramente una di quelle con il budget più ampio e, in vista del 2013, ha deciso di investire sul ciclismo italiano. Saranno ben 4 gli italiani a vestire la divisa della squadra capitanata da Alexandre Vinokourov. Il più importante è sicuramente il siciliano Vincenzo Nibali (si dice che dovrebbe firmare il contratto in uno dei giorni di riposo del Tour de France), che sostituirà nei gradi di capitano Roman Kreuziger, vittima designata dopo un Giro d’Italia sotto tono. Nibali si porterà dietro due dei suoi fidi gregari alla Liquigas-Cannondale: Agnoli e Vanotti. Il quarto azzurro ad approdare in Kazakistan sarà Fabio Aru, che ad agosto passerà professionista dopo le grandissime cose fatte vedere tra gli Under 23.

Radioshack-Nissan: se l’Astana è la formazione più attiva sul mercato acquisti, sicuramente la squadra lussemburghese è quella più attiva sul fronte cessioni. Colpa di una situazione ai confini del ridicolo: un direttore sportivo (Bruyneel) in rotta con la dirigenza, una squadra in cui regnano le faide interne e due capitani (i fratelli Schleck) nell’annata peggiore della loro carriera. Come se non bastassero questi problemi, nei giorni scorsi è circolata la voce di una possibile chiusura della squadra a fine stagione. Chiusura o non chiusura, ci sono parecchi corridori che partiranno in ogni caso: Jakob Fuglsang, destinato a un ritorno con Riis alla Saxo-Bank, Oliver Zaugg e Joost Posthuma, i cui futuri sono ancora avvolti nella nebbia, e forse addirittura i fratelli Schleck (ma questa sembra più che altro una notizia uscita per alimentare il fuoco in casa Radioshack).

Liquigas-Cannondale e Lampre-ISD: le due formazioni italiane, come detto, soffrono della crisi economica che ha colpito anche il ciclismo e investiranno soprattutto sui giovani o su corridori italiani di formazioni Continental. Cosi la Liquigas potrebbe ingaggiare Alessandro De Marchi, dall’Androni, e Gianluca Brambilla, dalla Colnago, mentre la Lampre dovrebbe acquisire il neoprofessionista Luca Wackermann, Roberto Ferrari, dall’Androni, e Sacha Modolo, dalla Colnago.

Doping

Tema sempre d’attualità il doping anche in un ciclismo che sta vivendo da questo punto di vista una delle pagine più belle degli ultimi anni.

Il caso che tiene banco nelle ultime settimane è quello di Pozzato: l’atleta della Farnese è stato sospeso in via cautelare per i suoi contatti con il medico inibito Ferrari. Sia chiaro, niente doping ma solo contatti, che però non si dovrebbero avere con un professionista radiato dal ciclismo. E cosi per il veneto niente Olimpiadi, dove sarebbe dovuto essere la punta della nostra nazionale nella prova in linea. Chiesto per lui un anno di squalifica: si aspetta la sentenza della Procura Antidoping del Coni.

In parallelo dall’America rimbalzano le voci sulla riapertura di un caso Lance Armstrong, che coinvolgerebbe anche altri corridori della U.S. Postal chiamati a testimoniare contro il texano. Il sette volte vincitore del Tour de France ha detto che si tratterebbe solo di un’opera mediatica per gettare ulteriore fango sulla sua splendida carriera, ma il verdetto definitivo si conoscerà solo a fine 2012 quando l’Usada (l’agenzia antidoping statunitense) convocherà i propri testimoni per l’accusa formale ad Armstrong.

Infine segnaliamo il primo caso di doping al Tour de France 2012, con l’arresto del corridore della Cofidis, Remy Di Gregorio. Il francese sarebbe stato beccato in flagrante nella giornata di martedi (10 luglio) a ricevere sostanze dopanti nei dintorni dell’albergo. Gli agenti lo pedinavano da qualche giorno sulla scia di un’indagine partita lo scorso anno quando il corridore militava ancora tra le fila dell’Astana.

sabato 23 giugno 2012

SCANDALO IN USA, MORTI SOSPETTE NEL MONDO DELL'IPPICA.



In questi giorni si sta parlando molto di “doping da demorfina”. Ma che cos’è?
Demorfina è il nome che si da ad antidolorifici molto potenti (molto più forti della morfina), usati per far sparire la sensazione di dolore, senza che in realtà si curi la malattia del paziente. Usato in competizioni sportive, questo analgesico diventa dunque doping, proprio perchè grazie al suo effetto immediato, garantisce prestazioni ottime nonostante chi lo assuma abbia problemi di salute o dolori muscolari. Come analgesico può essere usato di tutto, basti pensare che in passato si è usato il veleno del cobra e, proprio per questo motivo, se utilizzato in modo scorretto, può risultare dannoso e mortale per il paziente sottoposto a tale trattamento.
Ma perchè in questi giorni se ne è parlato così tanto?
Ultimamente si sono scoperti casi di 30 cavalli da corsa morti in America e, la causa di queste morti improvvise, potrebbe essere attribuita proprio all’assunzione di demorfina. Ma, ciò che fa ancora più discutere è che, questo analgesico, potrebbe essere una sostanza tossica prodotta dalla secrezione della pelle della rana Phyllomedusa Sauvagei. é però improbabile che siano state uccise quantità considerevoli di rane per ottenere quest’essenza analgesica; molto più realistico è che sia stata sintetizzata in laboratorio una demorfina simile a quella naturale prodotta dalla rana.
Si sta ancora indagando su queste morti sospette ma, se la causa fosse realmente "doping da demorfina",  le conseguenze per i proprietari dei cavalli e gli allenatori sarebbero molto gravi per via del rigido codice internazionale ippico e, non da meno, vi sarebbe un grosso scandalo nel mondo delle corse.
Donatella De Lellis